Siete studenti con tanta voglia di fare un’esperienza all’estero ma non sapete da dove partire? Qui troverete molte opportunità di mobilità internazionale, diverse dall’Erasmus, che vi permetteranno di studiare, fare tirocinio o fare volontariato.
Indice dei contenuti
- Che cos’è la mobilità internazionale?
- Eurodesk
- Corpo Europeo di Solidarietà (qui o nel volontariato?)
- Portale dei Giovani
- I benefici di chi fa un’esperienza all’estero
- Opportunità di studio
- Training Courses
- Imparare una lingua
- Summer schools
- Opportunità di tirocinio
- Tirocini per neolaureati
- Tirocini presso le istituzioni europee
- Tirocini extraeuropei
- Opportunità di volontariato
- Volontariato internazionale (paragrafo senza fonti, contestualizzare o togliere)
- Volontariato con ONG
- Servizio civile internazionale
1. Che cos’è la mobilità internazionale?
La mobilità internazionale è l’opportunità di fare un periodo di studio, tirocinio, volontariato o ricerca svolto all’estero.
Questo tipo di esperienza, in qualsiasi forma la si svolga, porta con sé una crescita personale e professionale: permette di migliorare le competenze nel proprio ambito di studio o lavoro, acquisirne di nuove ed immergersi in un ambiente totalmente nuovo.
Trascorrere un periodo all’estero spesso equivale a mettersi in gioco in un ambiente culturale e sociale diverso rispetto a ciò a cui siamo abituati. Per questo, è importante affidarsi ad iniziative istituzionali in modo da avere una rete di supporto durante tutto il percorso.
Per potervi orientare meglio nel mare delle opportunità, ecco alcuni progetti di mobilità europea che noi di Younilife riteniamo tra i più autorevoli.
1.1. Eurodesk
Eurodesk è la rete ufficiale dei programmi Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà che veicola le informazioni sulle iniziative proposte dalle istituzioni europee per i giovani.
E’ una piattaforma che mostra le opportunità di mobilità in vari settori provenienti esclusivamente da fonti attendibili e verificate. I programmi sostenuti da Eurodesk sono culturali, formativi, lavorativi e di volontariato, perciò è una piattaforma alla quale si può fare riferimento per ogni esigenza di mobilità internazionale.
Il settore italiano, Eurodesk Italy, non è solamente un portale digitale: esiste una rete nazionale di Punti Locali che collaborano con enti pubblici e privati, ai quali ci si può rivolgere per un servizio di orientamento dal vivo, accompagnati nel percorso informativo da una/un referente.
1.2. Corpo Europeo di Solidarietà
Il Corpo Europeo di Solidarietà (European Solidariety Corps – ESC) è un programma dell’Unione Europea che permette ai giovani tra i 18 e i 30 anni di trascorrere un periodo all’estero partecipando a progetti di volontariato, di tirocinio o di lavoro retribuito nel contesto solidale.
L’ESC fa da tramite all’Unione Europea, la quale fornisce alle varie organizzazioni associate le sovvenzioni necessarie per mandare avanti i progetti di cui si occupano. Per chi vuole aderire ad uno dei progetti del Corpo Europeo di Solidarietà, quindi, la partecipazione sarà totalmente gratuita proprio perché finanziata dall’UE: non solo i classici vitto, alloggio e viaggio, ma alcuni progetti prevedono una pocket money settimanale o mensile – una piccola retribuzione.
1.3. Portale dei giovani
Il Portale dei Giovani è un’altra piattaforma alla quale si può fare affidamento come punto d’informazione dedicato alla mobilità internazionale: è uno dei progetti gestiti da Eurodesk, perciò anch’esso è dedicato alla promozione della partecipazione giovanile a programmi di mobilità internazionale – anche qui dedicati alla formazione accademica, al lavoro e al volontariato.
Per trovare i progetti promossi dal Portale dei Giovani si può visitare lo stesso Portale, altrimenti rivolgersi ai Punti Locali di Eurodesk Italy e alle organizzazioni iscritte al portale, che espongono i loro progetti nei rispettivi siti web.
Il Portale dei Giovani, inoltre, fornisce diverse guide che vi aiuteranno ad immergervi nel progetto che avete scelto: trattano di come trovare alloggio all’estero, come approcciarsi ad una nuova lingua, come trovare progetti di volontariato e molto altro.
2. Quali sono i vantaggi di un periodo all’estero?
Sia che ci si muova per lavoro, per studio o per volontariato, andare all’estero porta diversi vantaggi in campo professionale e personale.
3.1. Imparare una nuova lingua
Vivere per un periodo in un altro stato implica quasi sempre approcciarsi con una lingua diversa dalla propria: sia che la si conosca già, sia che la si impari sul posto, ci sarà sempre l’occasione giusta per migliorare e praticarla. Provare a comunicare in un’altra lingua potrà sembrare difficoltoso all’inizio, ma è solo questione di studio e di pratica!
Parlare un’altra lingua, inoltre, potrà aiutare a comprendere culture e tradizioni diverse dalla propria.
3.2. Creare amicizie internazionali
Trascorrere mesi lontano da casa non è certamente una passeggiata: non mentiremo, la nostalgia della famiglia e degli amici si farà sempre sentire, ma non per forza andare all’estero significa restare completamente soli. Nel nuovo ambiente si conosceranno persone nuove con cui formare legami autentici, amicizie che con il giusto impegno si potranno mantenere anche una volta tornati a casa.
3.3. Ampliare il proprio bagaglio professionale
Studiare o lavorare all’estero è estremamente conveniente sul lato professionale: in primis, possiamo affermare con certezza che trascorrere un periodo formativo all’estero è un grande vantaggio per la propria carriera, avere questa esperienza sul curriculum sarà sempre positivo.
Sul versante accademico, studiare in un altro istituto può essere estremamente stimolante poiché si viene a contatto con una realtà differente. Spesso i programmi di mobilità internazionale sono frequentati da persone provenienti da vari paesi, perciò si crea un interscambio culturale che va anche oltre il rapporto tra studenti più tradizionale.
Allo stesso modo questo rapporto si può ritrovare anche in un ambiente lavorativo, dove si ricevono ulteriori stimoli riguardo le metodologie impiegate sul campo e, talvolta, una diversa concezione di etica del lavoro.

3. Opportunità di studio all’estero
Studiare all’estero significa intraprendere un percorso di formazione per sviluppare conoscenze e competenze professionali che verranno applicate in settori specifici del mondo del lavoro.
Qui vi proponiamo corsi di formazione molti diversi tra loro, sia negli ambiti di applicazione, sia nella durata del percorso: proprio per la loro varietà possono essere frequentati da persone che stanno studiando o che stanno già lavorando ma vogliono migliorare le loro abilità.
3.1 Training Courses
I Training Courses sono corsi di formazione – da due giorni fino a due mesi di durata – rivolti a chi lavora a contatto con i giovani nel contesto socio-educativo e desidera condividere un’esperienza all’estero insieme ad altre persone.
Questi corsi trattano vari temi affrontati attraverso workshop, laboratori, dibattiti e attività di gruppo: in questo modo non solo si imparano nozioni, ma si comprende anche come applicarle e rapportarsi in un contesto ampio di gruppo. I temi su cui i Training Courses si concentrano maggiormente si focalizzano sulla cittadinanza attiva, la sostenibilità ambientale, la progettazione europea e l’inclusività delle minoranze.
Partecipare ai corsi è quasi totalmente gratuito: a parte una quota di iscrizione iniziale, che dovrebbe essere circa 70 euro, il resto delle spese di base è coperto dal programma.
3.2 Corsi per imparare una lingua
Sebbene la questione della lingua sia uno dei punti chiave da affrontare nei programmi di mobilità internazionale, esistono percorsi dedicati esclusivamente all’apprendimento della lingua del paese ospitante. Esistono molte scuole ed associazioni che organizzano corsi di lingua straniera o vacanze studio, ma in questi casi i costi di vitto, alloggio e viaggio sono spesso a carico dei partecipanti: le spese variano a seconda dell’organizzazione a cui si decide di affidarsi. Per lo stesso motivo anche la durata dei corsi è variabile, ma è certo che trascorrere un lungo periodo nel luogo di cui si studia la lingua madre non può che portare benefici.
3.3 Summer schools
Le summer schools, o scuole estive, sono programmi sponsorizzati da accademie, università e college che propongono corsi durante i periodi delle vacanze scolastiche, principalmente nei mesi estivi. Nei corsi delle summer schools vengono affrontati temi di studio accademico, studio di lingue straniere o argomenti di attualità e contesto sociale; questi non sono necessariamente solo teorici, in alcuni si possono anche trovare delle attività pratiche da svolgere da soli o in gruppo. Le summer schools, essendo parte di un progetto europeo, organizzano corsi in atenei e istituti di vari paesi europei che offrono un’ampia scelta di campi d’interesse.
La maggior parte delle summer schools non offre corsi gratuiti: essendo quelli offerti dei corsi specialistici, le spese sono totalmente a carico dei partecipanti. I corsi hanno una durata variabile: esistono corsi molto brevi, a partire da cinque giorni, fino a corsi che durano dai tre mesi a un semestre intero. La versatilità della durata dell’esperienza è proprio il punto forte delle summer schools: se uno studente non può trascorrere sei mesi all’estero, frequentare un corso di una summer school è certamente una valida alternativa al classico Erasmus, perchè può comunque fare un’esperienza di arricchimento accademico e culturale senza fermarsi troppo.
Ecco alcuni link utili per orientarsi nella scelta delle summer schools:
- https://www.summerschoolsineurope.eu/
- https://europeansummerschool.com/courses/
- https://www.portaledeigiovani.it/canali/studiare
4. Opportunità di tirocinio all’estero
Decidere di svolgere un tirocinio all’estero è un’ottima opportunità per applicare le proprie conoscenze di un settore in un campo lavorativo diverso da quello italiano, perché spesso paesi diversi hanno metodologie di lavoro differenti. Spostarsi all’estero per lavoro è sicuramente conveniente per il curriculum, ma è anche arricchente dal punto di vista personale perché quando si affronta una sfida del genere si comprende meglio il proprio valore.
4.1 Tirocini all’estero per neolaureati
In Italia – e in Europa – ci sono due tipi di tirocini: quello curriculare e quello extracurriculare. Il tirocinio curricolare si svolge nell’ambito di studi e in alcuni casi è obbligatorio per potersi laureare; viene inserito nel piano di studi affinché lo studente possa iniziare a venire in contatto con il mondo del lavoro, imparandone le dinamiche e acquisendo competenze professionali che gli serviranno in futuro, e nel frattempo migliorare le conoscenze acquisite durante il periodo di studio. Il tirocinio extracurriculare, invece, non si svolge obbligatoriamente per potersi laureare: si svolge fuori dal percorso di studi ma ha gli stessi obiettivi del tirocinio curriculare.
I tirocini extracurricolari si dividono in due macrocategorie: i tirocini nel libero mercato, gli open market, e i tirocini attivi nelle politiche del mercato del lavoro, gli ALMP (Active Labour Market Policy).
I tirocini nel libero mercato si basano su un rapporto diretto tra tirocinante e soggetto ospitante – senza un terzo ente che controlla lo stage – e le regolamentazioni sono diverse per i vari tirocini. Mancando un terzo ente, questo tipo di tirocini è più a rischio per la qualità formativa dello stage: in questi casi è necessario che il tirocinante verifichi preventivamente le attività che svolgerà e che si accerti che il tirocinio si svolgerà nel rispetto delle regole normative del paese ospitante.
I tirocini ALMP sono tirocini destinati principalmente ai disoccupati e prevedono il coinvolgimento di un’istituzione che possa regolamentare la corretta gestione del progetto.
4.2 Tirocini per le istituzioni europee
Per chi studia nell’ambito delle relazioni internazionali e della comunicazione, cercare un tirocinio presso una delle istituzioni europee è un’opportunità da non farsi sfuggire.
L’Unione Europea offre varie possibilità di tirocinio tramite istituzioni come la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, la Corte dei Conti, il Consiglio dell’Unione, la Corte di Giustizia e molte altre: in queste sedi si lavorerà su temi quali comunicazione internazionale, commercio, sicurezza, immigrazione, ricerca, politica estera e questione ambientale.
I tirocinanti selezionati ogni anno dall’Unione Europea sono circa 1900, i quali possono svolgere tirocini della durata compresa fra i tre e i cinque mesi; la maggior parte di essi prevede una retribuzione di circa 1300 euro e i programmi sono rivolti principalmente a neolaureati.
4.3 Tirocini extra europei
Per le persone più intraprendenti, esistono diversi programmi che forniscono opportunità di tirocini in America, Australia, Asia e Africa.
Per chi vuole restare nel settore istituzionale, si possono trovare tirocini in enti come Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dell’Economia e delle Finanze e molte altre: questi programmi sono rivolti ai laureandi, poiché l’obiettivo è far fare esperienza ai giovani studenti in un contesto diplomatico internazionale che permetta loro di rafforzare il curriculum in vista di scelte professionali future. Questi programmi, essendo finanziati dal MIUR, prevedono non solo il riconoscimento dei crediti formativi universitari ma anche un rimborso mensile delle spese.
Chi è più interessato alle aree che comprendono diritti umani, politica ambientale, migrazione e pace nel mondo, potrebbe valutare di svolgere un tirocinio alle Nazioni Unite; per un tirocinio curriculare o extracurriculare il periodo varia dai due ai sei mesi e bisogna conoscere bene inglese o francese. Solitamente questi tirocini non sono retribuiti, le spese sono a carico del tirocinante – o dell’istituzione alla quale si rivolge per avviare il progetto.
Un tirocinio all’UNESCO, invece, è adatto a chi si è formato nel campo della cultura, delle scienze sociali e nella comunicazione; per poter fare domanda ci sono alcuni pre requisiti: avere un’età minima di 20 anni, essere laureati in uno dei settori di cui si occupa l’UNESCO e conoscere bene inglese o francese.
5. Opportunità di volontariato all’estero
Intraprendere un viaggio per volontariato è un’esperienza che cambia la vita non solo agli altri, ma anche a voi stessi: è un’occasione d’incontro, un veicolo per crescere come persona e comprendere il proprio valore. Se siete desiderosi di partire e non avete alcuna esperienza, non preoccupatevi: esistono programmi affidabili che ti permetteranno di svolgere l’esperienza in sicurezza.
5.1 Volontariato internazionale
I programmi di volontariato internazionale sono perfetti per chi desidera confrontarsi con culture radicalmente diverse dalla propria contribuendo ad un progetto umanitario. La maggior parte dei progetti si svolgono in Africa, Asia e America del Sud, ma esistono eccezioni. Chiaramente questo tipo di esperienza va pianificato in anticipo, perciò i tempi relativi alla burocrazia – candidature, permessi, visti, assicurazioni sanitarie – saranno lunghi.
Esistono molte associazioni che offrono esperienze di volontariato e scambi interculturali in molti paesi del mondo, spesso svolte in ambiti quali istruzione, sviluppo comunitario, diritti umani e sviluppo sostenibile. La durata dei viaggi è piuttosto variabile: si parte dalle due/tre settimane e si può arrivare fino ad un anno – a seconda del programma e dell’associazione scelti.
Questi progetti sono aperti a tutti a partire dai 18 anni di età e in alcuni casi prevedono una fase di formazione preliminare. È necessario fare attenzione ai costi: non tutti i progetti prevedono una copertura delle spese. Inoltre, a seconda del paese scelto come destinazione, può essere fondamentale imparare la lingua per poter comunicare.
Ecco alcuni link utili per orientarsi nella scelta di un percorso di volontariato internazionale:
5.3 Volontariato con ONG
Nei progetti di volontariato tramite ONG si lavora principalmente nell’ambito umanitario, sia in Europa che al di fuori di essa. A differenza dei programmi pensati specificatamente per viaggi internazionali, alcune ONG propongono esperienze più brevi e competenze più specifiche – soprattutto nei campi della medicina e della cooperazione.
In molte ONG i costi di viaggio, vitto e alloggio sono coperti, perciò non spettano al volontario; in alcuni casi è previsto persino un rimborso delle spese extra o un piccolo contributo ad esse.
Le ONG sono molte e di varia natura: se cercate una ONG che si occupi di medicina e salute potete rivolgervi a Medici Senza Frontiere o Emergency; se siete invece sensibili alla questione ambientale, Greenpeace International e WWF fanno al caso vostro; in ambito umanitario la scelta è estremamente vasta, partendo da Amnesty International fino ad ActionAid, da Save the Children a Caritas.
5.3 Servizio civile internazionale
Il Servizio Civile Internazionale (SCI) offre progetti di volontariato in oltre 93 Paesi per favorire il più possibile la mobilità e l’inclusione: promuove un volontariato consapevole, fondato sullo scambio tra pari per una trasformazione concreta.
Per chi decide di partire con lo SCI è necessario avere un’età minima di 18 anni; la durata delle esperienze varia da pochi giorni (campi di volontariato) ad un anno (volontariato a lungo termine). Per ogni tipo di partecipazione è necessario il pagamento di una quota che varia a seconda del tipo di progetto.
Lo SCI non offre solamente possibilità di partecipare ad un progetto di volontariato, ma anche di coordinarlo: per entrambe le casistiche è previsto un periodo di formazione obbligatorio per poter procedere.
Nei progetti si lavora su temi vari, quali protezione ambientale, animazione per bambini, attività con rifugiati, lavori manuali e organizzazione di eventi e festival.
6. Conclusione
In questo articolo abbiamo provato a fare una guida alle tante opportunità di mobilità internazionale di cui potete usufruire voi studenti.
Tutte le possibilità di cui abbiamo scritto sono un mezzo per costruire piano piano la propria identità personale e professionale attraverso uno scambio di culture, tradizioni ed esperienze di vita. Che si parta per ragioni di studio, di lavoro o di volontariato, scegliere di partire è un modo per far valere la propria indipendenza trovando una chiave di crescita nel cambiamento e nella curiosità di fare nuove esperienze.
