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Home / Blog / Consigli per lo studio / Guide Unige / Pagare meno tasse in UniGe: ISEE, benefici ed esoneri

Pagare meno tasse in UniGe: ISEE, benefici ed esoneri


C’è una parte nell’università di cui nessuno ti parla all’inizio: non è fatta di lezioni, esami o appunti, ma di scadenze, moduli e tasse.
Ed è probabilmente quella in cui è più facile sbagliare. Perché diciamolo; quando ti iscrivi nessuno ti spiega chiaramente come funzionano cose come ISEE, rate, benefici o esoneri. Ti ritrovi davanti a pagine piene di informazioni, link su link, e la sensazione costante di star perdendo qualcosa di importante.
E spesso è proprio così!

C’è chi paga più del dovuto perché non ha caricato l’ISEE in tempo. Chi scopre troppo tardi di avere diritto a un beneficio. Chi si prende una mora solo per aver capito male una scadenza.
Tutte cose evitabili, ma solo se qualcuno te le spiega in modo semplice.
Questa guida nasce esattamente per questo: partiremo dalle basi (le tasse), passando per benefici, esoneri e borse di studio, cercando di mettere ordine in quella che, per molti, è la parte più confusionaria dell’esperienza universitaria.

 

Indice dei contenuti

  1. Come funzionano le tasse in Unige
    1. Come sono strutturate?
    2. ISEE
    3. Quanto si paga e come viene calcolato l’importo?
  2. I benefici che alleggeriscono le tasse
    1. Premi di merito
    2. Altri benefici
  3. Gli esoneri
    1. Gli esoneri totali
    2. Gli esoneri parziali
  4. Borse di studio
    1. Borse di studio Aliseo
    2. Altre borse di studio per studenti
    3. Borse di studio post laurea
  5. Conclusione

 

1. Come funzionano le tassi all’Università di Genova?

Partiamo da una cosa semplice: le tasse universitarie non sono una cifra fissa. Sono un sistema. E una volta capito il meccanismo, tutto diventa molto più gestibile.
All’Università di Genova, la contribuzione studentesca è composta da tre elementi:

  • imposta di bollo
  • tassa regionale per il diritto allo studio
  • contributo universitario

Le prime due sono quote fisse (o quasi).
La terza, il contributo universitario, è quella che cambia davvero da studente a studente.

1.1 Come e quando si pagano: il sistema a tre rate

Una delle cose più utili da sapere è che non paghi tutto insieme. Le tasse sono divise in tre rate, distribuite durante l’anno accademico.
La prima rata si paga al momento dell’immatricolazione ed è composta da:

  • €16 di imposta di bollo
  • €120 di tassa regionale (importo minimo iniziale)

Questo è un punto importante: quei 120€ della tassa regionale sono un importo base. Verranno poi eventualmente ricalcolati in base al tuo ISEE-U.
Se hai fatto domanda per la borsa di studio, invece, paghi inizialmente solo €16 di bollo. Ma attenzione: se la borsa non viene assegnata o viene revocata, dovrai integrare la parte restante.

Le altre due rate — seconda (di solito a dicembre) e terza (di solito a giugno) — servono a coprire il contributo universitario. Sono di pari importo e rappresentano:

  • una metà del contributo
  • il conguaglio finale

In altre parole: paghi una prima parte “standard” e poi il resto viene definito in base alla tua situazione.

Ricordati che se dovessi dimenticarti delle scadenze, devi pagare delle more:

  • entro 30 giorni → mora di €20
  • oltre 30 giorni → mora di €52

1.2 L’ISEE: quello che determina quanto paghi

Arriviamo al punto centrale. Il contributo universitario viene calcolato in base a:

  • il tuo ISEE-U ;
  • il corso che frequenti;
  • il tuo status (tempo pieno o parziale).

L’ISEE è quindi lo strumento che permette all’università di stabilire quanto devi pagare. E qui c’è una regola molto semplice: se lo presenti → paghi in base alla tua situazione; se non lo presenti → paghi il massimo.
P.s. spesso si parla di una differenza sostanziale, anche di migliaia di euro.

1.3 Come viene effettivamente calcolato il contributo?

Qui il sistema sembra complicarsi, ma in realtà segue una logica precisa.
Ogni corso di laurea appartiene a una classe contributiva:

  • area umanistico-sociale (generalmente meno costosa)
  • area medico-scientifica (generalmente più costosa)

Inoltre, ogni studente viene inserito in un gruppo contributivo, in base al suo percorso:

  • Gruppo 1 → studenti “in regola” (nei tempi, con crediti acquisiti)
  • Gruppo 2 → studenti oltre la durata normale del corso ma con crediti sufficienti
  • Gruppo 3 → studenti con pochi crediti o in ritardo

Questo significa una cosa molto concreta: non conta solo quanto guadagni, ma anche come stai andando all’università!
Dalla combinazione di ISEE, classe del corso, gruppo contributivo si ottiene l’importo finale. E sì, può variare parecchio…

Invece ricordati che se scegli l’iscrizione a tempo parziale, il sistema cambia leggermente. Paghi comunque bollo e tassa regionale, ma il contributo universitario viene ridotto:

  • fino a 15 CFU → paghi il 25%
  • fino a 30 CFU → paghi il 50%

È una buona opzione se lavori o hai poco tempo, ma va valutata bene perché rallenta il percorso.

 

2. Benefici universitari: tutti gli “aiuti” che puoi ottenere (e che molti ignorano…)

I benefici universitari sono riduzioni, incentivi e agevolazioni che possono alleggerire il costo dell’università. Il problema è che non sono sempre automatici, e soprattutto non sono sempre chiari. E quindi molti studenti non li sfruttano.

Quando si parla di aiuti economici, la prima cosa che viene in mente sono le borse di studio. Ma in realtà quello è solo un pezzo del sistema.
Ci sono anche:

  • premi di merito
  • rimborsi parziali delle tasse
  • agevolazioni per alloggi
  • fondi specifici per alcuni corsi

E spesso questi benefici sono compatibili tra loro, oppure vengono assegnati automaticamente senza nemmeno fare domanda. Il punto è sapere che esistono.

2.1 Premi di merito

Tra tutti i benefici, i premi di merito sono probabilmente i più sottovalutati.
L’idea di base è semplice: se il tuo percorso universitario è regolare e i tuoi risultati sono buoni, puoi ottenere una riduzione del contributo universitario.
Ma non basta “andare bene”. Il sistema è un po’ più preciso di così.

Per poter rientrare nei premi di merito devi rispettare alcune condizioni fondamentali:

  • essere iscritto a tempo pieno (almeno 31 CFU nel piano di studi)
  • essere in corso (cioè entro la durata normale del tuo percorso)
  • essere in regola con i pagamenti
  • essere regolarmente iscritto all’anno accademico

Questo significa che il merito non è solo una questione di voti, ma anche di regolarità.

Il sistema cambia a seconda del momento in cui ti trovi.
Se ti iscrivi al primo anno con il massimo dei voti (dal liceo) hai diritto a una riduzione di 200€ sul contributo universitario, (applicata direttamente sulla terza rata).
Per gli anni successivi, invece, il meccanismo è diverso. Non esiste una soglia fissa valida per tutti. L’università crea delle graduatorie per ogni corso e per ogni anno, mettendo in ordine gli studenti in base a diversi criteri: quanti crediti hai acquisito rispetto a quelli previsti. la tua media voti, eventuali lodi. il tuo ISEE e, in caso di parità, anche l’età.

In base a questa graduatoria, gli studenti vengono suddivisi in fasce di merito. E da lì derivano le riduzioni:

  • fascia più alta → 400€ di riduzione
  • fascia successiva → 200€ di riduzione

Ci sono alcune cose che fanno la differenza:

  • non devi fare domanda: se rientri nei criteri, il premio viene assegnato automaticamente
  • il premio si applica sulla terza rata, dopo eventuali altri esoneri
  • i premi non sono cumulabili tra loro

E soprattutto, non tutti possono riceverlo. Sono esclusi, ad esempio: chi ha un esonero totale delle tasse, chi riceve una borsa di studio, chi non è in regola con i pagamenti, chi è fuori corso o in situazioni particolari
Nota bene: tieni a mente che se ottieni un premio di merito alla fine della triennale, puoi usarlo come riduzione per il primo anno della magistrale, se continui in UniGe.

2.2 Altri benefici: non solo merito

I premi di merito, come dicevamo, sono solo una parte del sistema. Ci sono anche altre forme di supporto che spesso passano in secondo piano.

Esistono agevolazioni per l’alloggio, pensate per chi viene da fuori città e ha bisogno di una sistemazione. Non sono automatiche, ma rappresentano una possibilità concreta per ridurre i costi della vita universitaria.

C’è poi un beneficio meno conosciuto, ma molto interessante: il Fondo per il sostegno dei giovani.
È pensato per incentivare l’iscrizione a corsi considerati strategici, soprattutto in ambito scientifico e tecnologico (come ad esempio ingegneria, matematica, fisica, informatica…). Se sei iscritto a uno di questi corsi, sei in corso e rispetti determinati requisiti di reddito e merito, puoi ottenere un rimborso parziale delle tasse.

Non è automatico per tutti, ma è una possibilità concreta da tenere in considerazione.

 
 

3. Gli esoneri: quando (e perché) puoi non pagare le tasse universitarie

Se tasse e benefici ti sembravano già un po’ intricati, gli esoneri sono probabilmente la parte in cui più studenti si perdono. Anche perché spesso vengono confusi con tutto il resto: c’è chi li scambia per borse di studio, chi per sconti automatici, chi pensa che “tanto non riguardano me”. In realtà, l’idea è molto semplice.
Un esonero è uno sconto sulle tasse universitarie, che può essere parziale o totale, a seconda della situazione. E in alcuni casi, sì — significa proprio non pagarle.

3.1 Quando non paghi (quasi) nulla, il caso dell’esonero totale

Partiamo dal caso più “forte”, quello che tutti sperano ma pochi conoscono davvero: l’esonero totale.
In queste situazioni, il contributo universitario viene completamente azzerato. In alcuni casi anche la tassa regionale. L’unica cosa che rimane, di solito, è l’imposta di bollo, cioè quei 16€ necessari per formalizzare l’iscrizione.

La situazione più comune è quella legata alle borse di studio regionali: se sei vincitore o idoneo, non paghi le tasse universitarie. Però attenzione — se poi perdi i requisiti o rinunci alla borsa, devi integrare quello che non hai pagato.

Un altro caso importante riguarda gli studenti con disabilità o invalidità significativa (pari o superiore al 66%, o con riconoscimento di handicap). Anche qui è previsto l’esonero totale, ma con una condizione: la documentazione deve essere presentata nei tempi giusti. Se arriva in ritardo, il beneficio potrebbe slittare all’anno successivo.

Poi ci sono situazioni meno comuni, ma comunque previste: studenti con status di rifugiato, persone che si trovano in difficoltà lavorative importanti, chi interrompe gli studi per gravi motivi di salute… insomma, una serie di casi in cui l’università interviene per evitare che la contribuzione diventi un ostacolo.

Tieni a mente però che se hai un esonero totale, non puoi accumularlo con altri benefici economici nello stesso anno. In pratica: non paghi le tasse, ma rinunci ad altri eventuali bonus o premi. (ad esempio, tutti quelli citati di sopra).

3.2 Gli esoneri parziali: quando paghi meno (ma non zero)

Molto più diffusi sono gli esoneri parziali. Qui non si tratta di azzerare tutto, ma di ridurre il contributo universitario in base a determinate condizioni. E le situazioni possibili sono più di quanto si pensi.
Ad esempio:
– se hai una disabilità con invalidità tra il 50% e il 65%, hai diritto a una riduzione. Oppure se nella tua famiglia ci sono più persone iscritte all’università nello stesso anno: anche in quel caso è prevista un’agevolazione, a patto che si dimostri il nucleo familiare tramite ISEE e si faccia richiesta.
– se sei un caregiver — quindi ti occupi di un familiare — oppure sei genitore di un bambino piccolo, puoi ottenere una riduzione.
– Se sei fuori corso ma ti manca solo la laurea, anche lì può esserci un agevolazione.
– E poi ci sono casi più specifici: studenti che ottengono risultati importanti in competizioni accademiche, atleti di alto livello, oppure iscritti a corsi legati a particolari accordi o convenzioni.

La differenza importante rispetto all’esonero totale è questa: gli esoneri parziali possono essere combinati tra loro! Questo significa che, in alcuni casi, più riduzioni insieme possono abbassare molto, anche parecchio, il costo finale.

3.3 Non è tutto automatico

A questo punto c’è una cosa da dire chiaramente, perché è quella che crea più problemi. Gli esoneri non funzionano tutti allo stesso modo. Alcuni vengono applicati automaticamente. Altri invece richiedono una richiesta esplicita, spesso tramite i servizi online.
E qui succede sempre la stessa cosa….
Qualcuno non fa domanda perché non sa di poterlo fare.
Qualcuno lo scopre quando ormai è troppo tardi.
Qualcuno pensa che “tanto non cambia molto”.
Quando invece, in certi casi, cambia eccome!

Non sono per tutti, è vero. Ma nemmeno così rari come si pensa. Il punto, come sempre, è sapere che esistono. E capire se, anche solo in parte, riguardano anche te.

 
 

4. Le borse di studio

Se c’è una parola che tutti gli studenti universitari conoscono — anche prima di iscriversi — è questa: borsa di studio.
Spesso viene vista come qualcosa di lontano, difficile da ottenere, oppure riservato a “pochi”. In realtà non è così.

Le borse di studio sono uno degli strumenti più concreti per sostenere l’università, e in alcuni casi possono davvero cambiare l’esperienza da cima a fondo. Ma, come sempre, bisogna capire bene come funzionano.

4.1 La borsa di studio regionale ALISEO

Partiamo dalla più importante: la borsa di studio regionale, gestita da ALISEO è quella di cui si parla di più ed è anche quella che ha l’impatto maggiore. Perché non è solo “una somma di denaro”. È un pacchetto di benefici che comprende:

  • una quota economica
  • accesso agevolato alla mensa
  • possibilità di alloggio (se sei fuori sede)
  • esonero totale dalle tasse universitarie

La borsa di studio viene assegnata tramite un bando annuale. Questo significa che devi fare domanda ogni anno e devi rispettare delle scadenze precise
E soprattutto, devi avere due tipi di requisiti:

  • Il primo è quello economico, basato sull’ISEE universitario;
  • Il secondo è quello di merito, cioè il tuo andamento negli studi.

Non basta quindi “avere un ISEE basso”. Devi anche dimostrare di essere in regola con il tuo percorso universitario.

Ma quanto vale davvero una borsa di studio Aliseo? Una delle cose meno chiare è l’importo. Perché non esiste una cifra unica. La borsa cambia in base a:
la tua situazione economica se sei in sede, pendolare o fuori sede.

Gli studenti fuori sede, infatti, ricevono gli importi più alti, perché devono sostenere anche il costo dell’alloggio. In generale, si parla di cifre che possono superare i 7.000€ annui, considerando anche i servizi inclusi.

Ma aspetta, tieni a mente che non è solo una questione di soldi, una cosa importante da capire è che la borsa non è solo un aiuto economico. Ti dà anche:
pasti gratuiti o a prezzo ridotto
accesso alle residenze universitarie
riduzione di molte spese quotidiane
Quindi il suo valore reale è spesso più alto di quanto sembra sulla carta…!

4.2 Altre borse di studio (molte più di quelle che pensi)

L’Università di Genova (e non solo) mette a disposizione una quantità sorprendente di altre borse, premi e opportunità — spesso molto specifiche, ma proprio per questo meno richieste. Per farti capire meglio, ecco alcuni esempi concreti.
Ci sono borse legate direttamente all’ateneo, come quelle della Fondazione Pretto Cassanello, rivolte in particolare a studenti di ingegneria, architettura e area scientifica. Oppure i percorsi di eccellenza dell’Istituto IANUA-ISSUGE, che offrono borse di studio e, per i fuori sede, anche l’alloggio.

Poi ci sono premi e borse legati a tesi di laurea o ambiti specifici. Ad esempio:

  • il premio “Valerio Cianfrani” per studi in archeologia e antropologia
  • il premio di laurea “e-Next: l’evoluzione dell’eCommerce”, con importi anche consistenti
  • il premio “Enrica Lombardi” per tesi legate alla cooperazione internazionale

Altri bandi puntano invece su progetti più territoriali o tematici, come le borse sullo sviluppo sociale e culturale del territorio astigiano, oppure iniziative legate alla ricerca scientifica e ambientale come le borse Proximo.

Ci sono poi opportunità più orientate al mondo del lavoro, come il progetto Master Mësté, che prevede formazione e tirocinio retribuito, oppure le borse della Fondazione Cecilia Gilardi, pensate proprio per accompagnare studenti e neolaureati nel loro percorso professionale.

E non finisce qui. Esistono anche borse legate a:
– ricerca scientifica (come quelle del Centro di Biotecnologie Avanzate)
– ambiti specifici come il cybercrime, l’arte o la storia
– premi per tesi su temi particolari (ad esempio la sindrome Pitt-Hopkins o il post-sisma dell’Appennino)
– concorsi e premi culturali anche a livello nazionale

Alcune sono da poche centinaia di euro, altre arrivano a diverse migliaia.
Ma hanno tutte una cosa in comune: pochissime persone fanno domanda! Non perché siano impossibili da ottenere, ma semplicemente perché non sono conosciute.

4.3 E dopo la laurea?

Le borse non finiscono con l’università. Esistono anche borse post-laurea, spesso legate alla ricerca o a progetti specifici. Possono riguardare dottorati. attività di ricerca, collaborazioni con enti o università.
Sono meno “generaliste”, ma molto interessanti se vuoi continuare il tuo percorso accademico.
Se ti interessa questo tipo di percorso, vale la pena dare un’occhiata alla pagina UniGe dedicata alle borse di ricerca: troverai tutte le opportunità aggiornate.

 
 

4. Conclusione

La burocrazia universitaria non è impossibile. È solo poco chiara. Tra tasse, benefici, esoneri e borse, il sistema c’è — ma devi sapere come muoverti. Perché spesso non è questione di quanto paghi, ma di quanto potevi evitare di pagare.
Il punto, alla fine, è semplice: informarsi in tempo. Perché all’università, anche questo fa la differenza.

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